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Chiringuito San Siro

Articolo di Davide Fontana e Sara Brusoni

LOCATION e SERVIZIO:

Tra lo stadio di San Siro e l’Ippodromo del galoppo, spicca il Chiringuito.
Un vero punto di ritrovo notturno nato negli anni ‘90,un piccolo chiosco immerso tra il verde ed avvolto da luci al led atte a creare un’atmosfera davvero suggestiva.
Molto particolare è l’arredamento che lo fa somigliare ad un Chiringuito, appunto, tipico delle isole della Spagna, dai quali i proprietari Franco Mazzeo e Giuseppe Garzone hanno tratto ispirazione per la nascita del locale passato ora nelle giovani mani dei fratelli Silvia e Luca Mazzeo.
Ottima posizione con la possibilità di usufruire di un ampio parcheggio gratuito, elemento di assoluto valore nella città meneghina.
Servizio giovane, preparatissimo e attento ai dettagli.

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Fontana Davide  @uomoallacoque

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@sarabrusoni

MENU:

Al Chiringuito è possibile bere un cocktail o fare un aperitivo a qualsiasi ora,dove viene  offerta una vasta scelta di drink alcolici e analcolici.
L’offerta di cocktail e drink è davvero incredibile, più di 500 le bottiglie presenti per una serie di combinazioni praticamente infinite. Si notano cura e passione estreme per il mondo del bartendering, proposte cha spaziano dalle più classiche alle più originali, la lista di cocktail varia continuamente in  base alla fantasia e alle ispirazioni dei ragazzi che lavorano al Chiringuito. E’ sufficiente dar loro un indicazione su cosa si vorrebbe bere e affidarsi alle loro mani esperte per far nascere drink sempre nuovi e in grado di soddisfare ogni richiesta.

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@sarabrusoni

Ogni drink è poi servito in boccale, bicchiere o contenitore molto particolari, divertenti e originali.

Durante l’aperitivo è possibile gustare un abbondante tagliere di assaggi dove sono presenti prodotti di ottima qualità e sempre freschi come hummus di vari tipi, pinzimoni di verdure, crostini,tartine e, fenomenali, sono i  loro taralli schiacciati.

Tra i drink analcolici proposti il nostro preferito è stato sicuramente l’Haribo Berry ( succo di limone, sciroppo di litchi, menta, succo di mela verde e di cranberry) guarnito con ciliegie fresche e tipiche caramelle Haribo.
Eleganti e rinfrescanti  anche altri drink a base di frutta come ananas e melone e per i più salutisti molto apprezzato è stato  il succo di pomodoro( condito con limone, tabasco,salsa Worcester,sale,pepe e sedano per guarnire).

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@sarabrusoni

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@sarabrusoni

La proposta alcolica invece ha piacevolmente sorpreso con un perfetto Boulevardier  (un negroni dove il gin è sostituito dal whisky), un classico Spritz realizzato egregiamente, apro una breve parentesi segnalando che ormai lo spritz è probabilmente il cocktail, estivo, più di moda, lo fa qualsiasi locale ma non sempre viene realizzato magistralmente, in questo caso invece avrete la certezza di assaporare uno spritz come dio comanda. E per finire un cocktail (buonissimo!!!) a base di rum con zenzero, fiori di sambuco e zucchero pestato, rinrescante ed equilibrato.

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Fontana Davide  @uomoallacoque

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Fontana Davide  @uomoallacoque

UOVO FLOP:

Servizio non rapidissimo, ma giustificato dal fatto che dietro alla preparazione di ogni cocktail vi è una cura e un attenzione di alto livello.

UOVO TOP:

Infinita scelta di drink e freschezza dei prodotti serviti.
Il locale è adatto a tutti, ben accolti sono bambini e amici a 4 zampe che possono correre e giocare in piena tranquillità nell’aria verde attigua al chiosco.
Il Chiringuito è un luogo perfetto per sorseggiare ottimi drink, ascoltare buona musica riportando quell’atmosfera tipica di Ibiza, Maiorca o qualsiasi altra isola spagnola che fa rima con festa e vacanza.

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Fontana Davide  @uomoallacoque

CHIRINGUITO SAN SIRO

Piazzale dello Sport, 20151 Milano MI

https://chiringuitosansiro.eatbu.com/

Daniel, il gusto della semplicità di Daniel Canzian

“Credo molto nella materia prima e nel potere della qualità: scelgo solo ingredienti freschi e di stagione. Credo fermamente che nei piatti debba esserci solo ciò che è davvero necessario alla buona riuscita della pietanza e che il palato debba poter riconoscere i sapori”

Questa è la filosofia dello chef Daniel Canzian, nel bene o nel male la ritroviamo lungo tutto il suo menù degustazione, composto da piatti eccellenti e piatti meno riusciti (troppo semplici?).

LOCATION e SERVIZIO:

Una location che rimbalza (come tutta la serata) da eccellenze alternate a semplicità, il ristorante è in stile minimal, mise en place classica, alle pareti lo stesso quadro per tutta la sala mentre i tavoli sono divisi da degli scaffali riempiti di confezioni di uova vuote (uno stile non particolarmente apprezzato dal sottoscritto), fa da contraltare la meravigliosa cucina a vista dove poter ammirare lo chef e la sua brigata in azione e il servizio, uno dei punti di forza del ristorante, giovane, attento, preparato e vivace senza risultare mai invadente.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

MENU:

Veniamo ora ad analizzare il controverso menù degustazione.

Si inizia con un uovo di selva alla pavese, in pratica il guscio di un uovo con all’interno l’uovo stesso e un brodo caldo, interessante e ben presentato. Proseguiamo con un dentice all’olio dolce di mandorle, asparagi e capperi, piatto che incarna lo stile dello chef e lo esalta, delicatissimo il pesce che ben si sposa con gli asparagi e il gusto intenso del cappero. Il palato ringrazia.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Risotto al limone, sugo d’arrosto e liquirizia, eccezionale, profumi e sapori bilanciati alla perfezione, l’arrosto da carattere, la liquirizia sorprende e il limone rinfresca riunendo tutti gli ingredienti.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

E’ il turno del piatto che crea più dibattito, il Minestrone di verdure in versione contemporanea, da un lato lo si può percepire come  un semplice minestrone, seppur presentato in modo originale con verdure croccanti (ottime) al centro del piatto ricoperte al momento del servizio in tavola di acqua di pomodoro. D’altro canto rimane il dubbio di una provocazione (riuscita) dello chef. Cosa c’è di più semplice di un minestrone? Servito in versione gourmet può rivalutare la concezione di alta cucina portando uno dei piatti simbolo della genuinità casalinga ad un altro ( e più alto) livello.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Si passa così al Merluzzo ai profumi mediterranei, serviti con julienne di porri e salsa agrodolce, piatto ben riuscito, delicato ma appagante (come il dentice iniziale).

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Nel dolce troviamo il primo vero salto nell’originalità, Geometrie di ricotta, dragoncello e rabarbaro sciroppato, piatto pop, con matrimoni di sapori insoliti ma azzeccati.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Si conclude la cena con un buon caffè e la classica piccola pasticceria in abbinamento al caffè.

Due le selezioni di vini in abbinamento al menù tra cui scegliere, una dedicata alla nostra penisola e l’altra che si spinge oltre i confini italici. Abbiamo optato per la prima con grande soddisfazione, i 4 calici serviti (e “riempiti” di nuovo all’occorrenza, nota da non sottovalutare) sono risultati impeccabili nell’esaltare ogni piatto proposto.

CONTO:

Il conto è equo, tenendo conto non solamente della semplicità delle materie prime ma anche del lavoro di preparazione e impiattamento, della qualità del servizio e della location.

I due menù degustazione sono offerti a 60 e 80 euro mentre le due selezioni di vino in abbinamento a 25 e 40 euro.

UOVO FLOP:

Alcuni piatti, davvero troppo semplici, potrebbero far storcere il naso a qualcuno considerate le ambizioni dichiarate e non del ristorante di alta cucina. A volte pervade la sensazione del vorrei ma non posso (o forse in questo caso il termine più corrette sarebbe “voglio”).

UOVO TOP:

Il servizio perfetto, davvero nessuna sbavatura da parte dello staff, sempre pronto a spiegare ogni piatto o vino e a rispondere ad ogni richiesta. La serata rappresenta un’esperienza piacevole, in assoluto comfort, deliziandosi con ottimi vini e sapori puri che ci riportano appunto alla vera filosofia dello chef (non a caso il secondo menu degustazione è denominato “ vado verso la purezza”) le aspettative sono dunque rispettate e merita sicuramente una visita per provare di persona  “la purezza” proposta da Daniel Canzian.

DANIEL

Via Castelfidardo angolo via San Marco, 20121 Milano MI

https://danielcanzian.com/

©http://www.filippolamantia.com

Sapori siciliani a Milano, pranzo da Oste e Cuoco

Lo chef Filippo La Mantia propone una cucina siciliana verace, attenta e prelibata

LOCATION E SERVIZIO:

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©http://www.filippolamantia.com/

Il ristorante si trova in Piazza Risorgimento 2 a Milano, ed è facilmente raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici.  Di fronte al ristorante vi è un comodo parcheggio coperto a pagamento.
Location elegante, maestosa e  vasta, ma allo stesso tempo confortevole. Vi è la possibilità di pranzare sia all’interno del ristorante che all’aperto esternamente.
L’accoglienza è calorosa, lo stesso La Mantia, presente nel ristorante, ci accoglie con un sorriso.
Veniamo accompagnate al nostro tavolo, in realtà la seduta non è propriamente comoda in quanto oltre ai classici tavoli con sedie è possibile pranzare seduti su dei divanetti molto più bassi rispetto al tavolo.

MENU:

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@sarabrusoni

Buffet ampio e tipico siciliano.
Una particolare attenzione è stata data da parte del commis di sala alla mia ospite celiaca, è stata accompagnata al buffet dove le è stato indicato tutto ciò che poteva consumare privo di glutine e contaminazioni.
Le sono stati inoltre offerti pane e crackers senza glutine.
Io, fortunatamente non avendo nessun tipo di allergia o intolleranza, ho potuto gustare tutte le pietanze presenti nel buffet, tra le quali spicca una pasta alla norma davvero indimenticabile.
Anche gli amici celiaci hanno un vasto assortimento di portate tra le quali scegliere, qualche esempio?  melanzane alla parmigiana, caponata, anelletti al forno, gateau di patate, vari tipi di cous cous e insalate di riso.

Tra i secondi possiamo trovare insalate e fritti di pesce, polpette e formaggi.
Non mancano i contorni come verdure miste e patate al forno.
Da segnalare che le pietanze sono prive di aglio e cipolla , inoltre è impossibile non citare il loro pane, croccante all’esterno e all’interno una mollica sofficissima.

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Si conclude il nostro pranzo con un ampio buffet di dolci.
Ottima la cassata siciliana, oltre alla presenza di cannoli, torta tenerina, torte alla ricotta e al pistacchio, mousse al pistacchio, frutta fresca di stagione e molto altro ancora.

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@sarabrusoni

CONTO:

Ottima qualità-prezzo.
Il buffet settimanale viene proposto a 30 euro a testa compreso di acqua e calice di vino, a cena il menù è solamente alla carta mentre la domenica è possibile usufruire della formula brunch, ad un prezzo di 50 euro.

Usciamo dal ristorante molto soddisfatte con l’ intento di tornarci un’ altra volta per vivere di nuovo un esperienza culinaria accessibile a tutti e molto gustosa.

UOVO FLOP:

Unica nota negativa sono i divanetti non molto comodi per pranzare.

UOVO TOP:

Tipicità del menu, cura dei dettagli e freschezza degli alimenti.
Ottima qualità-prezzo.
Consiglio vivamente di provare la parmigiana di melanzane e la cassata siciliana.

 

FILIPPO LA MANTIA – OSTE E CUOCO

Piazza Risorgimento angolo Via Poerio, 2/A, 20129 Milano MI

http://www.filippolamantia.com/

Aperitivo, cena, dopo cena. Una piacevole serata da Dabass

Aperitivo, brunch, dopo cena e una proposta culinaria originale e curata per passare una serata diversa e alla moda. Tutto questo si può trovare al Dabass, locale aperto da un annetto circa in zona Porta Romana.

LOCATION e SERVIZIO:

Un ex cartoleria in un palazzo in stile liberty, questa è la location del Dabass. Arredamento vintage, servizio e clientela frizzante vivacizzata dalla cucina a vista e dal bancone dal quale nascono meravigliosi cocktail. Una quarantina di posti a sedere dove poter cenare con maggiore tranquillità previa naturale (e indispensabile) prenotazione.

MENU:

Un locale non solo pensato come luogo da aperitivo o pub dopocena ma con una proposta interessante e diversa dalla concorrenza.

Lo chef Andrea Marroni propone, oltre a dei piatti fuori carta ed ordinabili separatamente, una mini degustazione composta da 4 portate al prezzo di 30 euro, che cambia quotidianamente a seconda delle materie prime e alle nuove idee dello staff.

Quella provata iniziava con il piatto forte dello chef, uovo pochè con crema allo zafferano e guanciale croccante, presentazione in piatti vintage e accattivante, molto saporito e ghiotto .

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

A seguire un tagliolino con salicornia e sarde, appetitoso e una crema di baccala con scorze di limone, ben cucinato il pesce, ottimi profumi ma leggermente eccessivo e coprente il limone.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Ultimo piatto della degustazione un vitello tonnato con cipolle rosse, sempre lodevole la scelta di separare carne e salsa in modo da apprezzare la qualità della materia prima (notevole il magatello) nonché poter apporre sulla carne la quantità di salsa desiderata ad ogni boccone.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Fuori menù anche tre dolci, golosi e ben presentati.

Da migliorare la carta dei vini, troppo banale senza nessuna punta di eccellenza.

CONTO:

30 euro il menu degustazione, drink tra gli 8 e i 16 euro, vini sui 20 euro con un ricarico minimo, non si paga il coperto . Prezzo in linea con la ristorazione milanese e molto onesto considerata la qualità dell’offerta.

UOVO FLOP:

Unica nota negativa che posso trovare è l’eccessivo rumore all’interno del locale, ma non è possibile nemmeno annoverarlo tra le note negative essendo un locale-cocktail bar con cucina.

UOVO TOP:

Un locale dove poter stare dall’aperitivo al dopo cena, cocktail miscelati alla perfezione dal bartender Robi Tardelli. Cucina originale e interessante, gustosa l’idea del mini degustazione per poter assaggiare le creazioni dello chef.

Dabass

via Piacenza, 13, Milano

https://www.facebook.com/dabassmilano/

Cucina Valtellinese da Al Filò (Bormio)

Un weekend a Bormio è un occasione non solo per praticare sport, rilassare corpo e mente nelle famose terme ma anche per scoprire la cucina valtellinese, il ristorante “al Filò” è una piacevolissima sorpresa di gusto e servizio.

Lo chef Max Tusetti interpreta con il suo tocco personale i classici della cucina valtellinese.

LOCATION e SERVIZIO:

Il ristorante si trova proprio nel centro di Bormio, l’ingresso  prevede una scalinata che ci porta subito davanti al bancone d’accoglienza, prontamente i camerieri verificano la prenotazione e ritirano le nostre giacche.

La location è splendida, un ex fienile completamente ricavato nella roccia del ‘600. La mise en place risulta elegante, sebbene a gusto personale la scelta del velluto rosso per le sedute e le tovaglie gialle non mi facciano impazzire. Ottimo il posizionamento delle luci sopra ai tavoli, si crea così un atmosfera intima, ogni singolo tavolo è illuminato lasciando l’ambiente circostante in una soffusa (e piacevole) penombra. I tavoli sono poi ben distanziati tra di loro evitando cosi un eccessivo chiasso all’interno del ristorante.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Il servizio è ben realizzato, ogni piatto portato in tavola viene descritto perfettamente dal personale di sala.

MENU:

Il menù è tipico valtellinese, con un impronta moderna e raffinata.

Optiamo per i due menu degustazione presenti nella carta in modo da provare più portate possibili.

Il percorso inizia con Bresaola carpacciata alla valtellinese, funghi porcini, parmigiano, piccoli sciatt su letto di cavolo cappuccio e Crudo di cervo, zucchine all’agro di mele, emulsione di pomodorini confit e semi di zucca tostati, semplice ma gustosa la bresaola con i piccoli sciatt, più ricercato nelle presentazione il crudo di cervo che risulta molto piacevole sia alla vista che al palato pur senza stupire.

Bresaola carpacciata

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Crudo di cervo 2

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Arrivati i primi, Tagliatelle di grano arso, carbonara valtellinese, polvere di bresaola e pesteda da una parte e “i miei pizzoccheri” dall’altra. Saporitissime e gustosissime le tagliatelle, la bresaola sia in polvere che croccante (a sostituire il guanciale della carbonara tradizionale) aggiunge sapore ad un piatto forse poco gourmand ma appagante. Una standing ovation invece per quanto riguarda i pizzoccheri, eccezionali, realizzati alla perfezione, una vera e propria esplosione di gusto e sapore.

Pizzoccheri

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Tagliatelle di grano arso con carbonare valtellinese

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Breve stacco e arrivano in tavola Stinco di maiale caramellato al miele, mele al ginepro e insalata di crauti alla senape, ben cotto lo stinco, buona la caramelizzazione, meno riusciti le mele al ginepro, me le sarei aspettate più croccanti e l’insalata di crauti alla senape, dove quest’ultima era pressochè assente, e Cilindri di maialino in porchetta, crema al bianco chiavennasca, lasagnette di patate, porcino e bitto, molto saporiti i cilindri e una “bomba” le lasagnette. Ho trovato poca connessione tra i due elementi principali della portata, nonostante l’ottima realizzazione concludere il piatto richiede uno sforzo.

Cilindri di maiale in porchetta 2

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Stinco di maiale caramellato al miele

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Si conclude in bellezza con le gradevoli frittelle di mela, crema di cachi e miele e la meravigliosa mousse al caffè con crema di zabaione freddo, dolcissimo e squisito. Una degna conclusione della cena

Frittelle di mela

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Mousse al caffè e crema di zabianone fredda

© Fontana Davide – @uomoallacoque

La carta dei vini comprende una buonissima selezione di vini valtellinesi e un’ampia scelta tra i grandi rossi e bianchi d’Italia.

Note di merito per le birre artigianali proposte in lista. Ogni abbinamento poi è consigliato nel menù dei piatti per facilitare la scelta e solleticare la curiosità di provare classici o più innovativi abbinamenti

 

CONTO:

Perfetto il conto, rapporto qualità prezzo ottimo. I due menu degustazione hanno un costo di 35 e 40 euro. Considerata la realizzazione dei piatti, l’abbondanza degli stessi e la location suggestiva si esce molto soddisfatti anche dal lato economico.

UOVO FLOP:

Solo per trovare “il pelo nell’uovo” azzardo che si potrebbe osare qualcosa di più nei piatti sperimentando, con un pizzico di innovazione e creatività in più.

UOVO TOP:

Location nella grotta molto caratteristica, servizio impeccabile, piatti valtellinesi buoni, ben presentati e appaganti, si esce molto sazi.

 

AL FILO’

Via Dante, 6, 23032 Bormio SO

https://www.ristorantealfilo.it/

This is not a review…This is not a sushi bar

This is not a sushi bar”… il loro nome, il loro motto e la loro filosofia. Tutto questo lo si ritrova a 360 gradi in ogni ambito della gestione di questo “Sushi Bar” che fa del delivery uno dei suoi punti di forza. La flotta dei “consegnatori” è uno dei fiori all’occhiello del “This is not a sushi bar”, promettono puntualità (punto fondamentale a mio parere di ogni servizio delivery) e precisione nella consegna, Matteo Pittarello, co-fondatore e presidente di This is not, spiega, con un pizzico di orgoglio, che inoltre è tutto personale regolarmente assunto e stipendiato in maniera equa.

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Non è solamente un sushi bar, e non è solamente delivery impeccabile. La qualità delle materie prime è eccellente, pesce freschissimo, alghe nori di qualità “A”, ricerca e fantasia nelle preparazioni. Già, perché a fare la differenza nel sushi, è l’evoluzione, le persone cambiano, i gusti anche, e bisogna sapersi rinnovare e osare, sfidando e stuzzicando il palato della platea (sempre più vasta) dei sushi lover spaziando da abbinamenti classici a “esperimenti creativi”. Un esempio di questa fantasia nata dai loro Sushi Dj (questa la definizione data ai loro sushi men, che hanno a disposizione una vera e propria console di ingredienti dai quali attingere per combinare e assemblare note di gusto sempre nuove) è l’uramaki Raffaello, nato per l’inaugurazione del quinto shop a Milano, un roll di riso con alga nori, salmone bagnato nel cognac, scaglie di cioccolato fondente, fragole, avocado, pepite di cioccolato e semi di sesamo dorati, un abbinamento che, se per certi versi è un classico moderno della cucina (pesce-frutta, frutta-cioccolato), alza l’asticella nella ricercatezza dei roll, un sapore che sorprende in bocca, salmone e fragola si fanno sentire immediatamente sul palato lasciando al cioccolato il gran finale, regalando quella nota inattesa a fine boccone. Un roll che consiglio di degustare per ultimo in un pasto (non come dolce, perché non lo è, ma come ultima portata salata).

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

A livello di marketing sono spinti, attuali, moderni e centratissimi sull’obiettivo. Uno dei fattori fondamentali per emergere e spiccare in questo ambito della ristorazione, ormai saturo e competitivo, è appunto sapersi mettere in gioco quotidianamente e attirare l’attenzione con offerte e promozioni, puntando su newsletter, app, mailing list e social network. E This is not a sushi bar ha tutto questo, se ha tutto ciò aggiungi una qualità eccelsa la miscela diventa esplosiva e vincente.

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Uramaki Raffaello © Fontana Davide – @uomoallacoque

 

Aggiungo infine che questo quinto punto vendita ha dei piccoli tavolini interni ed esterni per degustare sul posto il loro menù.

Complimenti a tutto lo staff per l’idea e soprattutto per la qualità della loro proposta culinaria. “This is not a review” ma un giudizio sincero su un azienda che opera benissimo sul mercato e propone un ottimo sushi.

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L’Abruzzo a Milano

Un angolo d’Abruzzo a Milano, il vero Abruzzo, quello accogliente, verace e senza fronzoli.
Il Capestrano è un elogio del territorio attraverso le sensazioni che la sua cucina schietta e sincera riescono a trasmettere.

LOCATION e SERVIZIO:
Il ristorante di trova in una traversa di Via Ripamonti. Dalle vetrate si capisce immediatamente la cura del locale, caldi mattoni a vista, mise en place elegante e pulita e un ambiente rustico chic.
Una griglia a vista per cuocere la carne di sicuro impatto e fascino.
Il servizio è veloce e attento, i camerieri pronti a spiegare ogni piatto del menù e ad aiutare nella scelta delle portate secondo le proprie preferenze culinarie .

MENU:
Il menù è ampio e assolutamente fedele alla tradizione abruzzese.
Due menu degustazione da 35 e 40 euro, antipasti decisi sia caldi, Pallottine di pane raffermo con uovo e formaggio, servite con salsa al pomodoro (salsa spettacolare) , Mozzarella al forno con tartufo o verdure di campo ripassate con aglio rosso di Sulmona e peperone dolce di Altino, che freddi come i salumi (è possibile trovare la ventricina, un tipico insaccato di maiale nero tagliato al coltello) e i formaggi tipici della regione.
Si può proseguire con zuppe e minestre per dei sapori che riportano alla cucina casalinga o optare per gli ottimi primi realizzati a mano sbizzarrendosi nella scelta tra spaghetti alla chitarra con ragù di castrato, gnocchetti acqua e farina con cime di rapa, alici e peperoncino, tagliatelle, paccheri, ravioli di ricotta e spinaci abbinati a condimenti forti(ad esempio il cinghiale) o ricercati (tartufo e porcini).
Tra i secondi spiccano i tagli di carne di pezzata rossa italiana, filetto, costata, tagliata o fiorentina, ovviamente cotti sulla griglia a carbone, oppure la vera regina…la pecora, sotto forma di arrosticini (deliziosi), stracotto in bianco, costate o addirittura in versione tartare per gli stomaci più forti e coraggiosi.
Non mancano salsicce di maiale o di fegato di maiale (di loro produzione)
Tra i dolci il tiramisù abruzzese (con cantucci), una sfogliatina con crema chantilly e frutti di bosco, la pizza dolce (torta abruzzese di pan di spagna con alchermes, crema pasticcera e crema al cioccolato, guarnita con panna) o una ricotta di pecora con scaglie di cioccolato, guarnita con cedro candito e gelatina alla centerba.
Non mancano ovviamente caffe e liquori tipici come la Genziana o la Ratafià.
Prettamente regionale, curata e ricercata con etichette di cantine d’eccellenza. Un viaggio tra le province abruzzesi e le varie cantine. Il montepulciano d’abruzzo è il protagonista assoluto ma sono presenti persino delle birre artigianali abruzzesi per gli amanti del luppolo. Nota positiva gli abbinamenti consigliati birra-pietanza per i meno esperti.

CONTO:
Per un cena bisogna mettere in preventivo tra i 40 e 55 euro a persona (vino compreso), prezzo forse un pò eccessivo (persino per gli standard milanesi) ma in parte giustificato dalla cura della materia prima e dall’appagamento finale.

UOVO FLOP:
Il rapporto qualità-prezzo è leggermente sproporzionato. Segnalo però che è possibile approfittare di sconti prenotando con l’app “The Fork”.

UOVO TOP:
Tipicità del menu, realizzazione dei piatti, più leggeri delle versioni originali e della tradizione ma altrettanto gustosi.
Ideale sia per una cena di coppia che per una serata tra amici.

IL CAPESTRANO
Via Gian Francesco Pizzi, 14, 20141 Milano MI
http://www.ilcapestrano.it/

Pranzo milanese shabby chic

Nella periferia sud di Milano, a Gratosoglio, tra i palazzoni un angolo incantato di ristorazione milanese.

LOCATION e SERVIZIO:
L’antica osteria il Ronchettino è una cascina shabby chic, romantica e curatissima. Un meraviglioso giardino è il passaggio per entrare nelle diverse salette che compongono la cascina , l’arredamento è affascinante e caldo, bellissimi tavoli rotondi apparecchiati con raffinatezza.

MENU:

Il menù è prettamente milanese con qualche “divagazione” regionale. Optiamo per un mix di antipasti, dei quali apprezziamo la qualità della materia prima, come ad esempio le tigelle con la mortadella e lo gnocco fritto con prosciutto crudo (favoloso), la realizzazione, il flan di cavolo nero con granella di noci e fonduta di parmigiano (piacevolissimo al palato) e il gusto dei mondeghili (polpette di carne proposte in questa versione al sugo) e del lardo con miele e castagne.
Si prosegue con il classico risotto alla milanese con ossubuco (eccellente l’ossobuco, buono, ma non entusiasmante il risotto a mio avviso), risotto con rognoncino di vitello, passatelli asciutti con salsiccia e cime di rape e risotto pere, porri e taleggio. Menzione d’onore per quest’ultimo, moderna e invitante presentazione, gusto deciso e abbinamenti azzeccati.
Tra i secondi è possibile scegliere altri classici della cucina medeghina come l’immancabile cotoletta alla milanese, ad orecchia d’elefante come da tradizione, guancia di manzo brasata o il fritto misto alla milanese.
I dolci spingono sull’innovazione e ricercano quella creatività in maniera più decisa rispetto al resto del menù, tra quelli provati una creme brulè con banana bread, mousse al cioccolato fondente, caramello e arachidi (ottima presentazione, risulta un pò pesante a fine pasto e il sentore di uovo era predominante) o il più riuscito “ Pastrocchio ” del Ronchettino al cioccolato con amaretti , purea di pere e crema Chantilly (ben impiattato e delizioso)
La carta dei vini spazia tra diverse regioni italiane, un attenta selezione di vitigni autoctoni e una buona selezione di vini biologici.

CONTO:
Il conto finale è la sola piccola nota dolente, la meravigliosa location e il servizio attento e di ristorante di livello non giustificano, a mio avviso, alcuni sovraprezzi come i dolci proposti a 9 euro o caffe e coperto a 3 euro. Assolutamente in linea con altri ristoranti del genere i prezzi delle altre portate. Per un pranzo/cena è necessario preventivare una spesa che oscilla tra i 50 e i 60 euro.

UOVO FLOP:
il conto

UOVO TOP:
La location e il servizio sono di alto livello, una favola nella periferia milanese. La cucina milanese è presentata con eleganza.

In conclusione un ottimo pranzo milanese con stile in una location da favola e d’altri tempi, eccezionali alcune materie prime, porzioni abbondanti e presentate con modernità.

Il nuovo chef Federico Sisti, romagnolo, ha saputo metter mano alla tradizione lombarda lavorando in maniera egregia le materie prime e aggiungendo un pizzico di innovazione  alle portate dell’Antica Osteria il Ronchettino.

Si esce sì con il portafoglio un po’ più vuoto ma con occhi, palato e stomaco decisamente appagati.

ANTICA OSTERIA IL RONCHETTINO
Via Lelio Basso, 9, 20142 Milano MI
www.ronchettino.it/

TASTE OF MILANO 2018

Si è da poco conclusa la nona edizione del Taste of Milano, un evento che porta l’alta cucina alla portata di tutti, con piatti elaborati a prezzi popolarissimi.

Buona l’affluenza di pubblico, l’atmosfera era godereccia, curiosa, vivace ma elegante. In ogni stand dei ristoranti presenti si percepiva cordialità. Ottima la  velocità nelle preparazioni che hanno lasciato a bocca aperta (e stupita) tutti i presenti.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Rispetto alle precedenti edizioni è migliorata la possibilità di sedersi o appoggiarsi ad un tavolo per assaporare le creazioni degli chef presenti alla manifestazione, grandi progressi nell’organizzazione con cambiamenti strutturali e di pulizia decisivi per un evento di tale portata.

Ma veniamo ai veri protagonisti dell’evento…le degustazioni. Di seguito una breve descrizione dei piatti che più mi hanno colpito:

Un grandissimo piatto del maestro Claudio Sadler, Spaghetti di asparagi con tuorlo d’uovo cotto nel ghiaccio, vinaigrette di grana Padano e profumo di tartufo, sapori e profumi  che si sposano alla perfezione tra di loro uniti da una cottura geniale ed innovativa dell’uovo.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Carpaccio di cernia, stracciatella affumicata, agrumi, mandorle tostate del ristorante “Da Noi in” dello chef Giuseppe Postorino, rivelazione personale di questo Taste 2018. Il piatto proposto è delicato e sublime negli abbinamenti, la sfera di agrumi da far scoppiare dolcemente nel piatto è una grande intuizione.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Classico ma al tempo stesso innovativo e appagante il Risotto allo zafferano, crudo di gamberi rossi e bitter Campari , gamberi di altissima qualità che incontrano la nota amara del bitter Campari…brillante idea degli chef Luca Seveso & Giuseppe Rossetti del ristorante Maio.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Menzione d’onore per una vera e propria opera d’arte culinaria degli chef Keisuke Koga & Guglielmo Paolucci del ristorante Gong con la loro visione del Il Piccione sulla Via di Seta (omaggio a Antonio Guida) Piccione arrosto, rapa al tosazu, quinoa, crema di pan di spezie cinesi e foie gras. Un piatto da gustare con occhi e bocca.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Non sono mancate le divertenti sfide della Taste Arena con capi chef alla guida di persone comuni in sfide gastronomiche, i dolci (ma soprattutto i caffè) del California Bakery a deliziare i visitatori. Il Birrificio Poretti ha proposto per tutti e 4 i giorni delle interessanti degustazioni di birra, con abbinamenti azzeccatissimi e interessanti, per far scoprire alla massa che una buona birra può accompagnare perfettamente anche il piatto più stellato.

I vini di altissimo livello dell’enoteca Trimani hanno reso ancora più piacevole la permanenza al Taste. La World Class Academy ha tenuto divertentissimi corsi di bartender e preparato cocktail PERFETTI per gli avventori. Degni di nota gli stand Johnnie Walker e Tanqueray Ten dove poter godere del gusto deciso ed aromatico dei due liquori.

Da segnalare lo stand Foorban, con l’attività Foorban Photo Lab , grazie all’aiuto di un food stylist e un esperto di fotografia è stato possibile creare, in diversi set fotografici prestabiliti (pranzo in ufficio, ristorante gourmet, pic nic nel parco, etc…), la composizione perfetta tra mise en place, luci e piatto da immortalare e condividere tramite hashtag in Instagram.

Come ribadito più volte, il Taste Of Milano è un evento immancabile per ogni persona anche solo minimamente incuriosita da questo mondo della ristorazione, sempre più in evoluzione e in grado di stupire quotidianamente.

Taste of Milano 2018 – Presentazione

L’appuntamento è da non perdere.
A Milano dal 10 al 13 maggio torna l’alta cucina a prezzi accessibili con la nona edizione il Taste of Milano, al The Mall in Porta Nuova.

Dodici chef, tra i più rinomati e innovativi della scena culinaria milanese e italiana, proporranno un menù degustazione composto da 4 portate che rappresenta la loro filosofia in cucina, la loro storia e la loro fantasia ai fornelli.

Tutto questo a prezzi accessibili a tutti.
Con il sistema cashless è sufficiente ritirare la card Ducati all’ingresso, ricaricarla dell’importo desiderato e pagare tutti i piatti, bevande e prodotti presenti alla fiera.

I prezzi dei piatti variano tra i 6 e gli 8 euro fino ad un massimo di 10 per il piatto speciale di ogni chef , una creazione unica che racconta l’amore per la cucina, l’ammirazione per un grande maestro che li ha formati oppure la ricerca della perfezione in abbinamenti studiati per anni.

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Andrea Berton Credits: https://www.tasteofmilano.it

Ovviamente non può mancare una selezione di vini pregiati, più di 50 etichette rinomate o emergenti proposte dall’enoteca Trimani. La World Class Academy permetterà ai visitatori di tuffarsi nel mondo dei cocktail d’autore e il Birrificio Angelo Poretti delizierà gli amanti del luppolo con le proprie birre abbinate a diverse tipologie di degustazione.

Se non siete ancora convinti basta scorrere la lista degli chef presenti all’evento:

Andrea Berton – Ristorante Berton

Stefano Cerveni e Matteo Ferrario – Terrazza Triennale

Roberto Conti – Trussardi alla scala

Francesco Germani – Balthazar St. Moritz

Keisuke Koga e Guglielmo Paolucci – Gong

Niimori Nobuya – Sushi B

Denis Pedron e Domenico Soranno – Langosteria

Giuseppe Postorino – Da noi in restaurant

Andrea Provenzani – Il Liberty

Claudio Sadler – Ristorante Sadler

Luca Seveso e Giuseppe Rossetti – Maio restaurant

I Maestri in cucina Ferrarelle proporranno proposte di pizze gourmet

Qualche esempio di proposta degustativa:

Lampone, parmigiano, caviale e dragoncello

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

Il Piccione sulla Via di Seta (omaggio a Antonio Guida) Piccione arrosto, rapa al tosazu, quinoa, crema di pan di spezie cinesi e foie gras

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

Gnocchi di patata ripieni di foie gras, mela verde, pinoli e maggiorana

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

Tappetino di rabarbaro e fragole con semifreddo allo yogurt

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

Inoltre saranno presenti quotidianamente diverse attività, sfide culinarie tra chef, corsi di cucina per bambini nell’area kids, Show cooking. Un ulteriore novità di questa edizione è la Johnnie Walker Highball experience: un’isola casual e unica, interamente dedicata al brand Johnnie Walker con l’obiettivo di avvicinare i consumatori a questo pregiato distillato.

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

I biglietti di ingresso variano tra i 18 e i 70 euro a seconda dell’esperienza che si vuole vivere.

Ogni informazione sul sito ufficiale dell’evento https://www.tasteofmilano.it/