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Cucina Valtellinese da Al Filò (Bormio)

Un weekend a Bormio è un occasione non solo per praticare sport, rilassare corpo e mente nelle famose terme ma anche per scoprire la cucina valtellinese, il ristorante “al Filò” è una piacevolissima sorpresa di gusto e servizio.

Lo chef Max Tusetti interpreta con il suo tocco personale i classici della cucina valtellinese.

LOCATION e SERVIZIO:

Il ristorante si trova proprio nel centro di Bormio, l’ingresso  prevede una scalinata che ci porta subito davanti al bancone d’accoglienza, prontamente i camerieri verificano la prenotazione e ritirano le nostre giacche.

La location è splendida, un ex fienile completamente ricavato nella roccia del ‘600. La mise en place risulta elegante, sebbene a gusto personale la scelta del velluto rosso per le sedute e le tovaglie gialle non mi facciano impazzire. Ottimo il posizionamento delle luci sopra ai tavoli, si crea così un atmosfera intima, ogni singolo tavolo è illuminato lasciando l’ambiente circostante in una soffusa (e piacevole) penombra. I tavoli sono poi ben distanziati tra di loro evitando cosi un eccessivo chiasso all’interno del ristorante.

Location 1

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Il servizio è ben realizzato, ogni piatto portato in tavola viene descritto perfettamente dal personale di sala.

MENU:

Il menù è tipico valtellinese, con un impronta moderna e raffinata.

Optiamo per i due menu degustazione presenti nella carta in modo da provare più portate possibili.

Il percorso inizia con Bresaola carpacciata alla valtellinese, funghi porcini, parmigiano, piccoli sciatt su letto di cavolo cappuccio e Crudo di cervo, zucchine all’agro di mele, emulsione di pomodorini confit e semi di zucca tostati, semplice ma gustosa la bresaola con i piccoli sciatt, più ricercato nelle presentazione il crudo di cervo che risulta molto piacevole sia alla vista che al palato pur senza stupire.

Bresaola carpacciata

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Crudo di cervo 2

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Arrivati i primi, Tagliatelle di grano arso, carbonara valtellinese, polvere di bresaola e pesteda da una parte e “i miei pizzoccheri” dall’altra. Saporitissime e gustosissime le tagliatelle, la bresaola sia in polvere che croccante (a sostituire il guanciale della carbonara tradizionale) aggiunge sapore ad un piatto forse poco gourmand ma appagante. Una standing ovation invece per quanto riguarda i pizzoccheri, eccezionali, realizzati alla perfezione, una vera e propria esplosione di gusto e sapore.

Pizzoccheri

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Tagliatelle di grano arso con carbonare valtellinese

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Breve stacco e arrivano in tavola Stinco di maiale caramellato al miele, mele al ginepro e insalata di crauti alla senape, ben cotto lo stinco, buona la caramelizzazione, meno riusciti le mele al ginepro, me le sarei aspettate più croccanti e l’insalata di crauti alla senape, dove quest’ultima era pressochè assente, e Cilindri di maialino in porchetta, crema al bianco chiavennasca, lasagnette di patate, porcino e bitto, molto saporiti i cilindri e una “bomba” le lasagnette. Ho trovato poca connessione tra i due elementi principali della portata, nonostante l’ottima realizzazione concludere il piatto richiede uno sforzo.

Cilindri di maiale in porchetta 2

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Stinco di maiale caramellato al miele

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Si conclude in bellezza con le gradevoli frittelle di mela, crema di cachi e miele e la meravigliosa mousse al caffè con crema di zabaione freddo, dolcissimo e squisito. Una degna conclusione della cena

Frittelle di mela

© Fontana Davide – @uomoallacoque

Mousse al caffè e crema di zabianone fredda

© Fontana Davide – @uomoallacoque

La carta dei vini comprende una buonissima selezione di vini valtellinesi e un’ampia scelta tra i grandi rossi e bianchi d’Italia.

Note di merito per le birre artigianali proposte in lista. Ogni abbinamento poi è consigliato nel menù dei piatti per facilitare la scelta e solleticare la curiosità di provare classici o più innovativi abbinamenti

 

CONTO:

Perfetto il conto, rapporto qualità prezzo ottimo. I due menu degustazione hanno un costo di 35 e 40 euro. Considerata la realizzazione dei piatti, l’abbondanza degli stessi e la location suggestiva si esce molto soddisfatti anche dal lato economico.

UOVO FLOP:

Solo per trovare “il pelo nell’uovo” azzardo che si potrebbe osare qualcosa di più nei piatti sperimentando, con un pizzico di innovazione e creatività in più.

UOVO TOP:

Location nella grotta molto caratteristica, servizio impeccabile, piatti valtellinesi buoni, ben presentati e appaganti, si esce molto sazi.

 

AL FILO’

Via Dante, 6, 23032 Bormio SO

https://www.ristorantealfilo.it/

This is not a review…This is not a sushi bar

This is not a sushi bar”… il loro nome, il loro motto e la loro filosofia. Tutto questo lo si ritrova a 360 gradi in ogni ambito della gestione di questo “Sushi Bar” che fa del delivery uno dei suoi punti di forza. La flotta dei “consegnatori” è uno dei fiori all’occhiello del “This is not a sushi bar”, promettono puntualità (punto fondamentale a mio parere di ogni servizio delivery) e precisione nella consegna, Matteo Pittarello, co-fondatore e presidente di This is not, spiega, con un pizzico di orgoglio, che inoltre è tutto personale regolarmente assunto e stipendiato in maniera equa.

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Non è solamente un sushi bar, e non è solamente delivery impeccabile. La qualità delle materie prime è eccellente, pesce freschissimo, alghe nori di qualità “A”, ricerca e fantasia nelle preparazioni. Già, perché a fare la differenza nel sushi, è l’evoluzione, le persone cambiano, i gusti anche, e bisogna sapersi rinnovare e osare, sfidando e stuzzicando il palato della platea (sempre più vasta) dei sushi lover spaziando da abbinamenti classici a “esperimenti creativi”. Un esempio di questa fantasia nata dai loro Sushi Dj (questa la definizione data ai loro sushi men, che hanno a disposizione una vera e propria console di ingredienti dai quali attingere per combinare e assemblare note di gusto sempre nuove) è l’uramaki Raffaello, nato per l’inaugurazione del quinto shop a Milano, un roll di riso con alga nori, salmone bagnato nel cognac, scaglie di cioccolato fondente, fragole, avocado, pepite di cioccolato e semi di sesamo dorati, un abbinamento che, se per certi versi è un classico moderno della cucina (pesce-frutta, frutta-cioccolato), alza l’asticella nella ricercatezza dei roll, un sapore che sorprende in bocca, salmone e fragola si fanno sentire immediatamente sul palato lasciando al cioccolato il gran finale, regalando quella nota inattesa a fine boccone. Un roll che consiglio di degustare per ultimo in un pasto (non come dolce, perché non lo è, ma come ultima portata salata).

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

A livello di marketing sono spinti, attuali, moderni e centratissimi sull’obiettivo. Uno dei fattori fondamentali per emergere e spiccare in questo ambito della ristorazione, ormai saturo e competitivo, è appunto sapersi mettere in gioco quotidianamente e attirare l’attenzione con offerte e promozioni, puntando su newsletter, app, mailing list e social network. E This is not a sushi bar ha tutto questo, se ha tutto ciò aggiungi una qualità eccelsa la miscela diventa esplosiva e vincente.

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Uramaki Raffaello © Fontana Davide – @uomoallacoque

 

Aggiungo infine che questo quinto punto vendita ha dei piccoli tavolini interni ed esterni per degustare sul posto il loro menù.

Complimenti a tutto lo staff per l’idea e soprattutto per la qualità della loro proposta culinaria. “This is not a review” ma un giudizio sincero su un azienda che opera benissimo sul mercato e propone un ottimo sushi.

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L’Abruzzo a Milano

Un angolo d’Abruzzo a Milano, il vero Abruzzo, quello accogliente, verace e senza fronzoli.
Il Capestrano è un elogio del territorio attraverso le sensazioni che la sua cucina schietta e sincera riescono a trasmettere.

LOCATION e SERVIZIO:
Il ristorante di trova in una traversa di Via Ripamonti. Dalle vetrate si capisce immediatamente la cura del locale, caldi mattoni a vista, mise en place elegante e pulita e un ambiente rustico chic.
Una griglia a vista per cuocere la carne di sicuro impatto e fascino.
Il servizio è veloce e attento, i camerieri pronti a spiegare ogni piatto del menù e ad aiutare nella scelta delle portate secondo le proprie preferenze culinarie .

MENU:
Il menù è ampio e assolutamente fedele alla tradizione abruzzese.
Due menu degustazione da 35 e 40 euro, antipasti decisi sia caldi, Pallottine di pane raffermo con uovo e formaggio, servite con salsa al pomodoro (salsa spettacolare) , Mozzarella al forno con tartufo o verdure di campo ripassate con aglio rosso di Sulmona e peperone dolce di Altino, che freddi come i salumi (è possibile trovare la ventricina, un tipico insaccato di maiale nero tagliato al coltello) e i formaggi tipici della regione.
Si può proseguire con zuppe e minestre per dei sapori che riportano alla cucina casalinga o optare per gli ottimi primi realizzati a mano sbizzarrendosi nella scelta tra spaghetti alla chitarra con ragù di castrato, gnocchetti acqua e farina con cime di rapa, alici e peperoncino, tagliatelle, paccheri, ravioli di ricotta e spinaci abbinati a condimenti forti(ad esempio il cinghiale) o ricercati (tartufo e porcini).
Tra i secondi spiccano i tagli di carne di pezzata rossa italiana, filetto, costata, tagliata o fiorentina, ovviamente cotti sulla griglia a carbone, oppure la vera regina…la pecora, sotto forma di arrosticini (deliziosi), stracotto in bianco, costate o addirittura in versione tartare per gli stomaci più forti e coraggiosi.
Non mancano salsicce di maiale o di fegato di maiale (di loro produzione)
Tra i dolci il tiramisù abruzzese (con cantucci), una sfogliatina con crema chantilly e frutti di bosco, la pizza dolce (torta abruzzese di pan di spagna con alchermes, crema pasticcera e crema al cioccolato, guarnita con panna) o una ricotta di pecora con scaglie di cioccolato, guarnita con cedro candito e gelatina alla centerba.
Non mancano ovviamente caffe e liquori tipici come la Genziana o la Ratafià.
Prettamente regionale, curata e ricercata con etichette di cantine d’eccellenza. Un viaggio tra le province abruzzesi e le varie cantine. Il montepulciano d’abruzzo è il protagonista assoluto ma sono presenti persino delle birre artigianali abruzzesi per gli amanti del luppolo. Nota positiva gli abbinamenti consigliati birra-pietanza per i meno esperti.

CONTO:
Per un cena bisogna mettere in preventivo tra i 40 e 55 euro a persona (vino compreso), prezzo forse un pò eccessivo (persino per gli standard milanesi) ma in parte giustificato dalla cura della materia prima e dall’appagamento finale.

UOVO FLOP:
Il rapporto qualità-prezzo è leggermente sproporzionato. Segnalo però che è possibile approfittare di sconti prenotando con l’app “The Fork”.

UOVO TOP:
Tipicità del menu, realizzazione dei piatti, più leggeri delle versioni originali e della tradizione ma altrettanto gustosi.
Ideale sia per una cena di coppia che per una serata tra amici.

IL CAPESTRANO
Via Gian Francesco Pizzi, 14, 20141 Milano MI
http://www.ilcapestrano.it/

Pranzo milanese shabby chic

Nella periferia sud di Milano, a Gratosoglio, tra i palazzoni un angolo incantato di ristorazione milanese.

LOCATION e SERVIZIO:
L’antica osteria il Ronchettino è una cascina shabby chic, romantica e curatissima. Un meraviglioso giardino è il passaggio per entrare nelle diverse salette che compongono la cascina , l’arredamento è affascinante e caldo, bellissimi tavoli rotondi apparecchiati con raffinatezza.

MENU:

Il menù è prettamente milanese con qualche “divagazione” regionale. Optiamo per un mix di antipasti, dei quali apprezziamo la qualità della materia prima, come ad esempio le tigelle con la mortadella e lo gnocco fritto con prosciutto crudo (favoloso), la realizzazione, il flan di cavolo nero con granella di noci e fonduta di parmigiano (piacevolissimo al palato) e il gusto dei mondeghili (polpette di carne proposte in questa versione al sugo) e del lardo con miele e castagne.
Si prosegue con il classico risotto alla milanese con ossubuco (eccellente l’ossobuco, buono, ma non entusiasmante il risotto a mio avviso), risotto con rognoncino di vitello, passatelli asciutti con salsiccia e cime di rape e risotto pere, porri e taleggio. Menzione d’onore per quest’ultimo, moderna e invitante presentazione, gusto deciso e abbinamenti azzeccati.
Tra i secondi è possibile scegliere altri classici della cucina medeghina come l’immancabile cotoletta alla milanese, ad orecchia d’elefante come da tradizione, guancia di manzo brasata o il fritto misto alla milanese.
I dolci spingono sull’innovazione e ricercano quella creatività in maniera più decisa rispetto al resto del menù, tra quelli provati una creme brulè con banana bread, mousse al cioccolato fondente, caramello e arachidi (ottima presentazione, risulta un pò pesante a fine pasto e il sentore di uovo era predominante) o il più riuscito “ Pastrocchio ” del Ronchettino al cioccolato con amaretti , purea di pere e crema Chantilly (ben impiattato e delizioso)
La carta dei vini spazia tra diverse regioni italiane, un attenta selezione di vitigni autoctoni e una buona selezione di vini biologici.

CONTO:
Il conto finale è la sola piccola nota dolente, la meravigliosa location e il servizio attento e di ristorante di livello non giustificano, a mio avviso, alcuni sovraprezzi come i dolci proposti a 9 euro o caffe e coperto a 3 euro. Assolutamente in linea con altri ristoranti del genere i prezzi delle altre portate. Per un pranzo/cena è necessario preventivare una spesa che oscilla tra i 50 e i 60 euro.

UOVO FLOP:
il conto

UOVO TOP:
La location e il servizio sono di alto livello, una favola nella periferia milanese. La cucina milanese è presentata con eleganza.

In conclusione un ottimo pranzo milanese con stile in una location da favola e d’altri tempi, eccezionali alcune materie prime, porzioni abbondanti e presentate con modernità.

Il nuovo chef Federico Sisti, romagnolo, ha saputo metter mano alla tradizione lombarda lavorando in maniera egregia le materie prime e aggiungendo un pizzico di innovazione  alle portate dell’Antica Osteria il Ronchettino.

Si esce sì con il portafoglio un po’ più vuoto ma con occhi, palato e stomaco decisamente appagati.

ANTICA OSTERIA IL RONCHETTINO
Via Lelio Basso, 9, 20142 Milano MI
www.ronchettino.it/

TASTE OF MILANO 2018

Si è da poco conclusa la nona edizione del Taste of Milano, un evento che porta l’alta cucina alla portata di tutti, con piatti elaborati a prezzi popolarissimi.

Buona l’affluenza di pubblico, l’atmosfera era godereccia, curiosa, vivace ma elegante. In ogni stand dei ristoranti presenti si percepiva cordialità. Ottima la  velocità nelle preparazioni che hanno lasciato a bocca aperta (e stupita) tutti i presenti.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Rispetto alle precedenti edizioni è migliorata la possibilità di sedersi o appoggiarsi ad un tavolo per assaporare le creazioni degli chef presenti alla manifestazione, grandi progressi nell’organizzazione con cambiamenti strutturali e di pulizia decisivi per un evento di tale portata.

Ma veniamo ai veri protagonisti dell’evento…le degustazioni. Di seguito una breve descrizione dei piatti che più mi hanno colpito:

Un grandissimo piatto del maestro Claudio Sadler, Spaghetti di asparagi con tuorlo d’uovo cotto nel ghiaccio, vinaigrette di grana Padano e profumo di tartufo, sapori e profumi  che si sposano alla perfezione tra di loro uniti da una cottura geniale ed innovativa dell’uovo.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Carpaccio di cernia, stracciatella affumicata, agrumi, mandorle tostate del ristorante “Da Noi in” dello chef Giuseppe Postorino, rivelazione personale di questo Taste 2018. Il piatto proposto è delicato e sublime negli abbinamenti, la sfera di agrumi da far scoppiare dolcemente nel piatto è una grande intuizione.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Classico ma al tempo stesso innovativo e appagante il Risotto allo zafferano, crudo di gamberi rossi e bitter Campari , gamberi di altissima qualità che incontrano la nota amara del bitter Campari…brillante idea degli chef Luca Seveso & Giuseppe Rossetti del ristorante Maio.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Menzione d’onore per una vera e propria opera d’arte culinaria degli chef Keisuke Koga & Guglielmo Paolucci del ristorante Gong con la loro visione del Il Piccione sulla Via di Seta (omaggio a Antonio Guida) Piccione arrosto, rapa al tosazu, quinoa, crema di pan di spezie cinesi e foie gras. Un piatto da gustare con occhi e bocca.

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© Fontana Davide – @uomoallacoque

Non sono mancate le divertenti sfide della Taste Arena con capi chef alla guida di persone comuni in sfide gastronomiche, i dolci (ma soprattutto i caffè) del California Bakery a deliziare i visitatori. Il Birrificio Poretti ha proposto per tutti e 4 i giorni delle interessanti degustazioni di birra, con abbinamenti azzeccatissimi e interessanti, per far scoprire alla massa che una buona birra può accompagnare perfettamente anche il piatto più stellato.

I vini di altissimo livello dell’enoteca Trimani hanno reso ancora più piacevole la permanenza al Taste. La World Class Academy ha tenuto divertentissimi corsi di bartender e preparato cocktail PERFETTI per gli avventori. Degni di nota gli stand Johnnie Walker e Tanqueray Ten dove poter godere del gusto deciso ed aromatico dei due liquori.

Da segnalare lo stand Foorban, con l’attività Foorban Photo Lab , grazie all’aiuto di un food stylist e un esperto di fotografia è stato possibile creare, in diversi set fotografici prestabiliti (pranzo in ufficio, ristorante gourmet, pic nic nel parco, etc…), la composizione perfetta tra mise en place, luci e piatto da immortalare e condividere tramite hashtag in Instagram.

Come ribadito più volte, il Taste Of Milano è un evento immancabile per ogni persona anche solo minimamente incuriosita da questo mondo della ristorazione, sempre più in evoluzione e in grado di stupire quotidianamente.

Taste of Milano 2018 – Presentazione

L’appuntamento è da non perdere.
A Milano dal 10 al 13 maggio torna l’alta cucina a prezzi accessibili con la nona edizione il Taste of Milano, al The Mall in Porta Nuova.

Dodici chef, tra i più rinomati e innovativi della scena culinaria milanese e italiana, proporranno un menù degustazione composto da 4 portate che rappresenta la loro filosofia in cucina, la loro storia e la loro fantasia ai fornelli.

Tutto questo a prezzi accessibili a tutti.
Con il sistema cashless è sufficiente ritirare la card Ducati all’ingresso, ricaricarla dell’importo desiderato e pagare tutti i piatti, bevande e prodotti presenti alla fiera.

I prezzi dei piatti variano tra i 6 e gli 8 euro fino ad un massimo di 10 per il piatto speciale di ogni chef , una creazione unica che racconta l’amore per la cucina, l’ammirazione per un grande maestro che li ha formati oppure la ricerca della perfezione in abbinamenti studiati per anni.

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Andrea Berton Credits: https://www.tasteofmilano.it

Ovviamente non può mancare una selezione di vini pregiati, più di 50 etichette rinomate o emergenti proposte dall’enoteca Trimani. La World Class Academy permetterà ai visitatori di tuffarsi nel mondo dei cocktail d’autore e il Birrificio Angelo Poretti delizierà gli amanti del luppolo con le proprie birre abbinate a diverse tipologie di degustazione.

Se non siete ancora convinti basta scorrere la lista degli chef presenti all’evento:

Andrea Berton – Ristorante Berton

Stefano Cerveni e Matteo Ferrario – Terrazza Triennale

Roberto Conti – Trussardi alla scala

Francesco Germani – Balthazar St. Moritz

Keisuke Koga e Guglielmo Paolucci – Gong

Niimori Nobuya – Sushi B

Denis Pedron e Domenico Soranno – Langosteria

Giuseppe Postorino – Da noi in restaurant

Andrea Provenzani – Il Liberty

Claudio Sadler – Ristorante Sadler

Luca Seveso e Giuseppe Rossetti – Maio restaurant

I Maestri in cucina Ferrarelle proporranno proposte di pizze gourmet

Qualche esempio di proposta degustativa:

Lampone, parmigiano, caviale e dragoncello

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

Il Piccione sulla Via di Seta (omaggio a Antonio Guida) Piccione arrosto, rapa al tosazu, quinoa, crema di pan di spezie cinesi e foie gras

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

Gnocchi di patata ripieni di foie gras, mela verde, pinoli e maggiorana

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

Tappetino di rabarbaro e fragole con semifreddo allo yogurt

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

Inoltre saranno presenti quotidianamente diverse attività, sfide culinarie tra chef, corsi di cucina per bambini nell’area kids, Show cooking. Un ulteriore novità di questa edizione è la Johnnie Walker Highball experience: un’isola casual e unica, interamente dedicata al brand Johnnie Walker con l’obiettivo di avvicinare i consumatori a questo pregiato distillato.

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Credits: https://www.tasteofmilano.it

I biglietti di ingresso variano tra i 18 e i 70 euro a seconda dell’esperienza che si vuole vivere.

Ogni informazione sul sito ufficiale dell’evento https://www.tasteofmilano.it/

 

Milano: pranzo in centro. Dove mangiare bene senza spendere una fortuna

asparagus-2258013_1280.jpgdi Davide Fontana

 

Il centro di Milano è non solo pieno di turisti italiani e internazionali,  ma anche di lavoratori che in pausa pranzo cercano un luogo dove mangiare velocemente ma senza rinunciare alla qualità.
Io rientro in quest’ultima categoria e ho avuto quindi la fortuna, di conoscere ed esplorare l’evoluzione culinaria e l’incredibile offerta gastronomica del cuore milanese, Piazza del Duomo e i suoi dintorni.
E’ impossibile fare un elenco completo di tutte le attività di ristorazioni presenti nella zona, questa è semplicemente una mia lista personale dei miei luoghi preferiti.

PIZZA:

pizzaForse il piatto per eccellenza italiano e più conosciuto al mondo.
Le attività che offrono questa opzione nel loro menù nel centro di Milano sono tantissime (posso dire che a memoria me ne vengono in mente almeno una quindicina), il mio consiglio è indirizzato verso la vera pizza napoletana proposta da FRESCO & CIMMINO e GINO SORBILLO. Entrambi propongono diverse pizze gourmet con un rapporto qualità prezzo eccellente considerata anche la zona.

Una menzione anche per MOZZARELLA E BASILICO e per l’originale (e più impegnativa) pizza fritta da passeggio di ZIA ESTERINA SORBILLO.

Per la pizza al trancio, alto e unta è possibile fare un salto da Spontini, catena ormai presente in tutta Milano.

NOTE: eccezionale la “salsiccia e friarielli” di Fresco & Cimmino, da Sorbillo non è possibile prenotare quindi bisogna essere pazienti in orario pausa pranzo mentre per la pizza fritta consiglio di aspettare qualche minuto prima di azzannarla per preservare le papille gustative

http://www.frescocimmino.it/

http://www.sorbillo.it/antica-pizza-fritta-zia-esterina-sorbillo

http://www.sorbillo.it/gino-sorbillo-lievito-madre-al-duomo

http://www.mozzarellaebasilico.com/

http://www.pizzeriaspontini.it/

PANINI:

breakfast-2408035_1280.jpgLa scelta ricade senza ombra di dubbio su G.B. BAR , un piccolo bar, con una sala al piano inferiore e tavolini all’aperto. Una vera istituzione nell’arte dei panini, diversi tipi di pane, condimenti, salse e ingredienti di ogni tipo. Prodotti anche d’eccellenza, è possibile trovare dai classici panini con crudo (di qualità) brie e salsa rosa ai più originali con aragostelle e guacamole. Tutti i panini hanno lo stesso prezzo (4,5 €) e la fila fuori dal locale ne attesta la qualità.

Non mancano le grandi catene di hamburger come McDonald’s e Mama Burger, ovviamente è possibile anche fare un salto pochi metri più in la per un classicissimo panzerotto di Luini

http://www.luini.it/

https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187849-d2481479-Reviews-G_B_Bar-Milan_Lombardy.html

SUSHI:

sushi-2856545_1280.jpgNon può mancare, ovviamente la scelta orientale e modaiola del momento

Musubi un piccolo locale in stile giapponese, nessuna seduta all’interno, solo un piccolo bancone dove poter degustare le loro preparazioni. Il locale è ovviamente pensato per il take away, la cucina si può definire fusion ed è un piacere districarsi tra uramaki gustosi e splendidamente composti con pesce di alta qualità, gyoza (i classici ravioli cinesi) ripieni anche di cacio e pepe, temaki, onigiri, ciotole di riso meravigliosamente composte (donburi) oppure un classico (giapponese)…la famosa Bento box in due versioni, per avere a disposizione un pranzo vario e ben equilibrato.

Per chi è alla ricerca di un pranzo seduto e servito consiglio l’ottimo Izakaya Sampei , ampia scelta gastronomica giapponese, tutto è curato e la qualità delle materie prime è eccezionale. Dai classici roll e sushi a composizioni sempre originali e accattivanti.

Una menzione d’obbligo per la gastronomia Yamamoto (non esattamente in duomo ma qualche centinaia di metri più in la, in zona Missori) , qua non si trovano sushi ne uramaki o hosomaki ma la vera e tradizionale cucina giapponese, realizzata con cura, passione e attenzione tipica dello stile jappo.

NOTE: Segnalo l’imminente apertura di Wagamama, famosa catena internazionale di cucina asiatica e l’apertura a giugno del quarto Temakinho di Milano proprio in centro.

http://www.musubimilano.it/

http://www.sampeimilano.it/

https://www.facebook.com/gastronomiayamamoto/

VEGETARIANO:

La scelta ricade senza dubbio su Juicebar locale trendy, modaiolo, con alcuni serate aperitivo DJ set, clientela giovane e internazionale. Una proposta incentrata sul benessere, ciotole di frutta e verdura, yogurt di ogni tipo, frullati e spremute. Non per un pranzo goloso ma per un pranzo orientato alla leggerezza. Qualità/prezzo da migliorare.

http://www.food4love.it/

DOLCE:

Per concludere in bellezza è impossibile non citare la nuovissima pasticceria di Iginio Massari, il famoso maestro che ha appena inaugurato il suo nuovissimo locale proprio a due passi dal Duomo. Caffè, brioches, pasticcini, macarons e fette di torta per addolcirsi con la qualità famosa di uno dei maestri della pasticceria italiana.

https://www.iginiomassari.it/

 

Curcuma: virtù, controindicazioni e idee per utilizzarla in cucina

Una pianta aromatica della famiglia delle Zingiberacee, originaria delle regioni asiatiche, dalle foglie grandi e commestibili. E’ la curcuma, dal cui rizoma si ricava la famosa spezia dal color giallo-arancio, molto utilizzata dalle popolazioni orientali, sia per insaporire cibi e pietanze che per le sue proprietà terapeutiche.

La curcuma oggi è oggetto di attenzione crescente anche in occidente, soprattutto in relazione alla sua presunta azione dimagrante, e alle sue caratteristiche benefiche per il corpo e la mente; scopriamole insieme.

In primis va detto che la curcuma è una spezia antiossidante e antinfiammatoria, ricca di fibre, buona fonte di vitamine del gruppo b, k ed e (come riporta anche l’Humanitas). Sembra inoltre incidere sul metabolismo, grazie a una specifica azione brucia-grassi e depurativa.

Il valore aggiunto della curcuma sembra però in particolare essere la curcumina, sostanza dagli effetti antiossidanti e, che come specifica Federfarma, oggetto di uno studio di uno studio italiano presentato all’Expo da Rolando Alessio Bolognino, docente del master in Scienze della Nutrizione e Dietetica Clinica dell’Università La Sapienza e responsabile del servizio Nutrizione Preventiva del Presidio Prevenzione Oncologica SIRP. “I risultati dello studio hanno rilevato che aggiungere curcumina a un regime dietetico corretto migliora dal 20 al 40% i valori di alcuni parametri ematici associati a diabete e obesità, come l’emoglobina glicata, trigliceridi, colesterolo e intereluchina 6″. (fonte: Federfarma)

Secondo punto a favore: la curcuma è benefica anche per la memoria e l’umore. E questo spiegherebbe, in India, la minor quantità di malati d’Alzheimer e le migliori performance cognitive. Come evidenzia l’Ansa “E’ il risultato di una ricerca condotta dall’Università della California pubblicata sull’American Journal of Geriatric Psychiatry“.

Va tenuto presente però che non è indicata per tutti; può infatti interferire ad esempio con l’assunzione di farmaci anti-coagulanti; per questo è sempre bene chiedere al medico in caso di patologie specifiche e situazioni particolari (ancor di più se assunta come integratore), quali ad esempio gravidanza.

In cucina si può usare in mille varianti: può essere utilizzata per saltare le verdure in padella, per insaporire risotti e minestre, secondi piatti di carne o di pesce.

Ci si può sbizzarrire con tante ricette sfiziose, ecco numerose idee in questa top ten di Sale&Pepe.

http://www.salepepe.it/menu/top-ten-ricette/ricette-sfiziose-curcuma/

Identità Golose 2018: a Milano dal 3 al 5 marzo il grande evento sull’alta cucina

Le relazioni sono fondamentali. Anche per l’alta cucina. Le performance di un grande chef dipendono dalle sue esperienze, dalle dinamiche con la sua brigata, dai rapporti con i fornitori e i clienti. Non si può prescindere dal Fattore Umano.

Ecco perché sarà questo il tema della quattordicesima edizione di Identità Golose, il più importante congresso internazionale che celebra l’alta cucina, in programma dal 3 al 5 marzo al MiCo di Milano.

È il momento, pur non rinunciando all’emozione per quello che c’è nel piatto, di portare, di spostare l’attenzione sul convivio, su quanto avviene attorno alla tavola, punti di incontro di mondi. Se vi è una cosa della quale possiamo essere sicuri è che anche tra dieci anni non potremo comperare la convivialità su internet, mai. La ristorazione rimarrà uno dei massimi centri di sviluppo delle relazioni umane“. Così si esprime Paolo Marchi, fondatore, insieme a Claudio Ceroni, sulla scelta del filo conduttore di Identità Golose 2018, sottolineando che in un’epoca in cui tecniche, ricette, segreti degli chef sono a disposizione di tutti grazie a internet, sono sempre più le relazioni a far la differenza, ad arricchire le persone, portandole a migliorarsi.

Ed ecco che ci attendono tre giorni ricchi di momenti di confronto. Si inizierà sabato 3 marzo con Dossier Dessert, speciale approfondimento dedicato alla pasticceria, per continuare con Identità di Formaggio e Identità di Gelato, nonché Identità Naturali e Identità di Champagne. 

Domenica invece sul palco di Identità Golose si alterneranno alcuni grandi nomi, come Massimiliano Alajmo, Enrico Bartolini, Ana Roš, Antonia Klugmann, Oriol Castro con Mateu Casañas e Eduard Xatruch, Moreno Cedroni, Paolo Brunelli e tanti altriCi sarà anche l’appuntamento con Identità di Pasta e proseguirà Identità di Champagne.

Lunedì, sempre sul Fattore Umano, andranno in scena Massimo BotturaCarlo CraccoNiko Romito, Yannick Alléno, Virgilio Martinez, Clare Smyth, Enrico Crippa, Riccardo Camanini. Da non perdere anche Pasticceria Italiana Contemporanea, rassegna inedita sulla pasticceria, Identità di Pane e Pizza e l’ultima “puntata” di Identità di Champagne.

Per consultare il programma completo, avere informazioni sui prezzi e biglietti:

http://www.identitagolose.it/sito/it/147/programma-2018.html

Festival del Giornalismo Alimentare: alla scoperta dei formaggi piemontesi con Inalpi

I tre giorni dedicati al Festival del Giornalismo Alimentare hanno rappresentato un’interessante occasione di confronto per giornalisti e blogger sulle tematiche della comunicazione del cibo in tutti i suoi aspetti.

Le sezioni informative sono state accompagnate anche da esperienze molto più pratiche, come gli eventi off e i press tour del Festival, che hanno permesso agli esperti del settore e in alcuni casi anche al grande pubblico, di toccare con mano i prodotti del territorio, vivendo davvero il Piemonte, una terra ricca di materie prime di qualità che val la pena conoscere e sperimentare.

Personalmente, da grande amante di formaggi, ho partecipato al press tour organizzato da Inalpi,azienda locale leader nella produzione latte-casearia di qualità. Abbiamo avuto la possibilità di vedere da vicino la filiera produttiva, percependo l’importanza della tracciabilità dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole, prima garanzia di trasparenza nell’acquisto di un prodotto ad uso alimentare.

Inalpi infatti ha dedicato risorse importanti a un progetto che permette di tracciare l’intera filiera casearia, dal latte appena munto a quello portato in azienda ai prodotti finiti. Il consumatore, una volta acquistato il latte, può accedere a una mappa multimediale che gli permette di vedere il percorso del prodotto dalla stalla di origine alta tavola. Una scelta che tutela il consumatore, mettendolo al riparo dalla disinformazione sull’origine degli alimenti, che spesso regna sovrana.

Altro punto di attenzione è il controllo del prodotto attraverso approfondite analisi di laboratorio, interne ed esterne, che permettono di verificare sicurezza e standard qualitativi. Attraverso la collaborazione con Università di Milano, dipartimento di Scienze Agricole e Ambientali e con la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, vengono garantiti controlli costanti, in linea con la tutela dell’Ambiente, dalle 20 alle 27 volte al giorno.

Ovviamente non è mancato l’assaggio dei prodotti Inalpi, in particolare dei formaggi piemontesi, il Raschera, il Fontal, il Bra Duro, che abbiamo degustato grazie alla maestria dello chef Gian Piero Vivalda al ristorante bistellato Michelin Antica Corona Reale di Cervere in un menu’ studiato per l’occasione.

Strepitosi i ravioli di Raschera dop al burro piemontese e Bra duro d’alpeggio, gustosissima la cipolla di Andezeno ripiena alla salsiccia di Bra. Per concludere, interessante la combinazione colomba al burro piemontese e gelato al latte piemontese intero in polvere.

Un pranzo che ha amplificato ancora di più la mia passione per i formaggi e il loro impiego in cucina,  regalandomi spunti di abbinamento creativi per valorizzare antipasti sfiziosi, primi e secondi piatti con quel qualcosa in più.

Link Utili:

Festival del Giornalismo Alimentare: http://www.festivalgiornalismoalimentare.it/it/

Inalpi: http://www.inalpi.it

Antica Corona Reale: http://www.anticacoronareale.com/cervere/

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