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L’Essenza delle cose

Credits: Essenza pagina Facebook

Ciò per cui una cosa è quello che è: questa è la definizione aristotelica della parola “essenza” e questo è il nome, nonché l’obiettivo, del ristorante che ho scoperto in un nascosto cortile di una delle zone più belle di milano, via Marghera.

Di Essenza me ne avevano parlato bene sia amici che conoscenti, per anniversari, cene di lavoro ed occasioni speciali. In effetti non è proprio alla portata di tutte le tasche e non è certo un ristorante per una cenetta improvvisata o per una comitiva di amici, però è senz’altro particolare e speciale, sia per il concept sia per il cibo e gli abbinamenti proposti.

Partiamo dal primo senso utilizzato: la vista.
La location è elegante, minimal, di design nordico direi.. luce giusta, pochi tavoli, sedie comode, tavola apparecchiata egregiamente, arredamento ridotto a qualche quadro, degli scaffali con libri ed una bella vetrata che da sul dehors, sapientemente incorniciato nel verde.
L’ambiente risulta quindi rilassante, i camerieri sono estremamente discreti e preparati sulla descrizione dei piatti e sui tempi da lasciare ai clienti, affinchè si sentano a proprio agio e possano fare le loro scelte.
Una finestra sulla cucina lascia intravedere il lavoro dello chef e dei suoi aiutanti, la loro cura nella preparazione e la maestria nell’impiattamento: una vera e propria arte. Ogni portata sarà infatti presentata con gusto e con un bell’abbinamento, nella scelta dei piatti, per dimensione e colore, che si fonderà perfettamente con i sapori della pietanza in un tripudio di sensazioni piacevoli.

Il menù offre alcune opzioni: diverse degustazioni o singoli assaggi con una scelta alla carta. Ovviamente i prezzi sono da considerare medio-alti, ma in linea con quella che vuole essere una cucina sperimentale ed un percorso plurisensoriale, più che una semplice e banale cena.
Inclusi nel menù troveremo anche altre portate, offerte dalla cucina e molto apprezzate: per dare il benvenuto ed infine per ringraziare della scelta e della fiducia accordata.
Passiamo ai piatti: indubbiamente accostamenti forti, sapori molto definiti e scelte, a volte, azzardate.. come il macaron al cioccolato e fegato di piccione, un antipasto ricco di carattere! Gusto singolare, ma sicuramente da provare!

Attenzione all’ordine in cui amabilmente consigliano di procedere con il tasting: guai a sbagliare ed inquinare il palato con sapori che avrebbero coperto o contaminato il successivo assaggio 🙂
Un piatto di radici, per “lavarci la bocca” ed arriviamo ai primi: un risotto al gorgonzola, molto apprezzato e con un che di familiare (che a quel punto non guastava, giusto per ricordarci chi fossimo e cosa mangiassimo solitamente), dei tortelli al nero di seppia, accostati ad altri elementi colorati e sapientemente abbinati, come ad esempio una crema ai ricci, che hanno indubbiamente vinto il premio come miglior piatto della serata!
Le aspettative crescevano mentre, con le giuste pause, continuavamo il nostro percorso culinario, nonostante fossimo già abbondantemente sazi da tutti questi piatti, che per quanto piccoli possano sembrare, riempiono lo stomaco.

Ci presentano una carne tenerissima, cotta nella paglia e nella camomilla, accompagnata da una carezza di crema al latte e fiori decoranti: bellissima da vedere e con un gusto davvero particolare.

Ecco tagliare finalmente il traguardo dei dolci: ci preparano con un pre dessert, con tutti i sapori della mia Sicilia. Un mix di limone, scaglie di cioccolato modicano e granella di pistacchi. Rinfrescante e molto apprezzato.
Dulcis in fundo – letteralmente – la piccola pasticceria, composta da 4 pezzi perfettamente simmetrici tra loro, in ordine di dimensione e gusto (sicuramente): dal tartufo al bignè alla mela, avrei fatto il bis anche di quelli, nonostante mangiassi ormai per gola più che per necessità.

Il consiglio: davvero un’esperienza felice ed un coraggio da apprezzare, quello dello chef, che ho avuto il piacere di conoscere a fine serata e che vanta un’esperienza ed una conoscenza di tutto rispetto.

De gustibus non disputandum est, per carità, ma questo tocco di essenza è sicuramente qualcosa che consiglio di provare… a stomaco vuoto, col cuore e con tutte le papille gustative aperte, senza preconcetti per una sperimentazione diversa di cibi e accostamenti impensabili.

 

Essenza

Via Marghera 34, Milano
www.essenzaristorante.it

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