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Ho voglia di…

 

Di cosa ho voglia oggi? Che bello sarebbe se questa domanda potesse aprire il sipario su ogni nostra giornata. Forse non possiamo seguire le nostre voglie sempre o tutti i giorni. L’organizzazione di ogni singola giornata ci permette di fare un sacco di cose che se non fossero così ben strutturate forse non riusciremmo a fare, ma come contraltare toglie spazio alla spontaneità e all’improvvisazione. C’è un momento però, e forse anche due, in cui possiamo farci questa domanda e, udite udite, possiamo anche correre il rischio di risponderci!

È il mangiare! Il cibo apre le porte alle nostre voglie

Da quelle più evidenti (pensiamo a quando un odore o la vista di un meraviglioso piatto ci fa venire l’acquolina in bocca) a quelle più intime, che richiedono ascolto e proprio fermarci e soffermarci, provare a sentire nella nostra bocca se c’è qualche gusto che fa capolino e che vorremmo assaporare

Questa è la fiamma che può far nascere dentro di noi la voglia di iniziare a creare con le nostre mani un piatto che ci ricorda proprio quel gusto. Potremmo decidere di riprodurre un piatto così come lo conosciamo seguendone fedelmente “la ricetta”. Oppure potremmo lanciarci in un’avventura creativa in cui, lasciandoci guidare dal nostro naso e dal nostro gusto, proviamo noi stessi a creare “la nostra ricetta”.

E sì, perché cucinando abbiamo la possibilità di creare,

inventare, seguire la ricetta o allontanarci da essa. Siamo liberi di sperimentare, di tornare bambini e rivivere il gusto della pura sperimentazione. Possiamo sporcarci le mani, sporcarci i vestiti, possiamo sporcare tutto intorno; possiamo darci il permesso di sbagliare… Ci sono dei piatti eccellenti che sono nati da un errore. Il gorgonzola, per esempio, è nato dalla stagionatura errata di un formaggio. E anche la gustosissima crema ganache è nata per caso quando un giovane pasticciere ha fatto cadere della panna in una terrina piena di cioccolato.

Ma cosa succede se in cucina non sono sola o solo?

Se siamo in due a cucinare? Cosa succede alla mia voglia? E a quella dell’altra persona che è con me? Troveremo un piatto che soddisfi la voglia di entrambi? O faremo due piatti diversi? E chi farà cosa? E cosa potrebbe succedere in una cucina dove sono due a portare il cappello dello chef? O forse decideremo che il cappello lo porterà uno solo e l’altro lo seguirà? E chi lo decide? E “io dove mi colloco in questi ruoli?”, me lo sono mai chiesto?

Queste e tante altre dinamiche esploreremo di volta in volta scostando un po’ la tenda della cucina e affacciandoci ad annusare che aria si respira tra aromi, spezie e non solo quando a cucinare insieme sono i partner di una coppia!
Per cominciare,

Vi lascio con un semplice esercizio

Scegliete una posizione comoda, sentite l’aria lenta che entra ed esce dal vostro naso e circola nel corpo …chiudete gli occhi. Ogni parte del vostro corpo è in contatto con ciò che vi sostiene: la sedia, il pavimento, il letto … l’aria continua ad entrare ed uscire dal corpo come in una dolce danza. I piedi, le mani, le spalle e tutto il corpo si appoggiano comodamente. Ora immaginate quale piatto vi piacerebbe assaporare…”

Buone voglie a tutti ☺!

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Figlia dei mitici anni 80 con due grandi passioni, la scrittura e l’enogastromia. Curiosa di natura, esploratrice per vocazione, amo scoprire nuovi sapori, abbinamenti, ristoranti e per questa ragione collabora con diverse testate sezione food, come Iodonna.it, identitàgolose.it, oggi.it.

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